Azienda Ortofrutticola Rimfruit
La concorrenza greca frena le quotazioni del kiwi Italiano

"La stagione del kiwi italiano si sta concludendo in modo positivo per quanto riguarda le richieste di prodotto, con prezzi superiori ai mesi di febbraio e marzo. Purtroppo, però, gli ultimi aumenti non sono sufficienti a compensare le difficoltà commerciali registrate nella prima parte della stagione, dovute soprattutto alla concorrenza da parte del kiwi greco, presente sui mercati a prezzi più bassi di quello italiano. La concorrenza greca è diventata ormai importante, con quote in export triplicate negli ultimi dieci anni, andando a occupare quelle posizioni che erano tipiche dell'Italia". Così dichiara a FreshPlaza Italo Catenaro, presidente dell'Op Rimfruit e direttore commerciale della ditta abruzzese Catenaro Italo Srl.

La ragione del successo del kiwi in Grecia è motivata da una crescita esponenziale sia nell'area coltivata, sia nei volumi di produzione. Inoltre, il costante aumento delle esportazioni registrato nell'ultimo decennio è stato sostenuto dalla crescita della capacità delle strutture di stoccaggio a lungo termine. Rimfruit, dal 2004, commercializza ortofrutta fresca: in particolare drupacee (pesche, albicocche e susine). Negli ultimi anni, il marchio ha investito sulla produzione e innovazione varietale nel kiwi, sia convenzionale sia biologico. Per quanto riguarda la frutta estiva, il maggiore mercato della cooperativa è rappresentato dal Regno Unito, dove Rimfruit è presente da 20 anni, con forniture importanti alle maggiori catene distributive britanniche.

"Dobbiamo insistere - sottolinea Italo Catenaro - sia sulle nuove varietà da sviluppare, a polpa gialla e a polpa rossa, sia per migliorare la qualità organolettica del nostro kiwi verde Hayward, cercando anche di fare più selezione in campo perché è proprio la Grecia, oggi, il vero competitor dell'Italia, quello per il quale nutriamo maggiore preoccupazione". "Inoltre molte piattaforme dei retailer esteri hanno impostato i lavori di fornitura stagionale in Grecia e non in Italia. In ogni caso, la media dei ricavi del kiwi italiano in generale rimane positiva, ma ampiamente inferiore alle aspettative previste a inizio stagione (mediamente di 1,00 € al kg). Il ricavo netto sarà inferiore, anche per magazzini che hanno venduto al meglio il proprio prodotto, fornendolo a clienti top player del settore. Inoltre, c'è da aggiungere che in questa stagione abbiamo avuto percentuali di scarto superiori al normale e percentuali più alte di kiwi di seconda categoria: anche questo inciderà sul fatturato generale".

Oltre agli investimenti sul kiwi, la Rimfruit-Catenaro continua a concentrarsi pure su nettarine e pesche precoci, con sperimentazioni varietali nel segmento precocissimo. "In questi giorni - dice Catenaro - stiamo preparando il magazzino all'inizio della stagione delle pesche e nettarine. Contiamo di iniziare intorno alla metà di maggio con entrambe le tipologie. Per quanto riguarda le varietà più precoci, ci aspettiamo una qualità molto buona in generale, non avendo avuto grandi problemi climatici nella nostra zona del centro Italia. I principali mercati di destinazione sono, nell'ordine: Gran Bretagna e Germania, Francia e catene di supermercati in Italia".

"La campagna, ormai alle porte, delle pesche e nettarine - conclude l'imprenditore - incontra un forte interesse da parte dei nostri clienti che sono pronti a cominciare, anche se i quantitativi previsti rispetto allo scorso vedranno un calo stimabile intorno al 15/20%. Siamo consapevoli che esistono varie incognite legate alla pandemia da Covid-19 e che si ripercuoteranno sull'organizzazione dei magazzini, sulla logistica, e quindi sui costi delle aziende agricole. Non possiamo prevedere il comportamento dei consumatori: ci auguriamo che il consumo di pesche e nettarine sia in Italia che all'estero sia notevole. Anche qui operatori di settore spagnoli, ormai da anni, hanno conquistato il mercato per una serie di motivi tra cui i costi di produzione più bassi rispetto ai nostri, una maggiore estensione media delle aziende agricole e, di conseguenza, la continuità e omogeneità delle forniture".